La fotografia

Guardi la foto e mi chiedi cosa accadde a concerto finito, ma è difficile spiegarlo, avresti dovuto essere lì quella sera. Esaurite le canzoni, arrestato il flusso di emozioni filtrate dal microfono e sparate dagli amplificatori, mentre la band continuava a darci dentro e la sala si illuminava a giorno il Re si trattenne sul palco per alcuni secondi. Con noi. Dici se è tutto qui? Già, suppongo che dal tuo punto di vista possa sembrare niente. Furono pochi istanti non compresi nel prezzo del biglietto, è vero, eppure ti giuro che per renderli più o meno simili all'eternità li avremmo barattati, seduta stante, con la nostra anima. Sorrise nella nostra direzione, sembrò quasi cercare i nostri sguardi inebetiti, poi si voltò di scatto e non ci fu più possibile osservare il suo volto stanco. Realizzai che il tempo dei saluti stava volgendo al termine, e mentre le mie ciglia tornavano a battere regolarmente fui preso dal panico. Lo avrei rivisto? Non era stato proprio lui a dirci che la fine era vicina? Elvis si fermò e puntò gli indici in alto, come se stesse indicando un luogo indefinito che si apprestava a raggiungere. Ecco, accadde questo, amico mio. Le nostre mani, quelle stesse mani che vedi in questa vecchia fotografia si protesero per fermarlo, ma lui era sempre stato il numero uno a lasciare l'edificio.

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