Quando Elvis conquistò il Madison Square Garden


Elvis Presley conquistò il Madison Square Garden di New York esattamente quarantacinque anni fa (9-11 giugno 1972), con una serie di quattro concerti che non è esagerato definire memorabili. Fu un trionfo, sotto tutti i punti di vista: gli ottantamila biglietti disponibili evaporarono come neve al sole e il cantante salì sul palco al meglio delle sue possibilità, soggiogando tanto gli spettatori, quanto i rappresentanti della carta stampata. Tali furono la dimostrazione di forza e lo sfoggio di classe cristallina, che Elvis diede effettivamente l'impressione di non appartenere al genere umano, di essere arrivato direttamente da un altro pianeta. Il Re lasciò di se un ricordo indelebile, non soltanto a quanti ebbero la fortuna di vederlo in azione, ma anche a chi apprese delle sue gesta per mezzo di giornali, dischi e, infine, libri. A seguire, le scalette dei concerti e qualche considerazione in ordine sparso, tanto per ricordare anche su questo blog quegli indimenticabili giorni nella Grande Mela.


9 giugno

Also Sprach Zarathustra / Opening Riff
That's All Right (Mama)
Proud Mary
Never Been To Spain
Until It's Time For You To Go
You Don't Have To Say You Love Me
You've Lost That Lovin' Feelin'
Polk Salad Annie
Love Me
All Shook Up
Heartbreak Hotel
(Let Me Be Your) Teddy Bear / Don't Be Cruel
Love Me Tender
Blue Suede Shoes
Hound Dog
Bridge Over Troubled Water
Suspicious Minds
Band Introductions
For The Good Times
An American Trilogy
Funny How Time Slips Away
Can't Help Falling In Love
Closing Vamp

Considerando che quella sera erano presenti Paul Simon e Art Garfunkel, è probabile che Elvis eseguì Bridge Over Troubled Water in loro onore. In effetti, la canzone non venne riproposta nei due giorni successivi. Per il Madison Square Garden Elvis approntò delle scalette pressoché perfette. Dopo il numero introduttivo, la That's All Right (Mama) dalla quale tutto era partito, proseguiva con una serie di pezzi più recenti - hits altrui magistralmente reinterpretati - che lo collocavano nel panorama musicale contemporaneo. Poi, avendo reso noto di non essere un cantante prigioniero di un'epoca lontana, poteva dedicarsi ai super classici dei vecchi tempi - fortemente voluti dal pubblico - con una certa leggerezza. Chiusa questa parentesi obbligatoria, in direzione della conclusiva Can't Help Falling In Love Elvis tornava al presente, rivelandosi un artista che non si sbrodolava addosso (avrebbe potuto tranquillamente farlo), perfettamente in grado di gestire il suo illustre passato. Come definirlo in questa fase della sua carriera? Credo che "spaziale" renda l'idea.


10 giugno
Afternoon show

Also Sprach Zarathustra / Opening Riff
That's All Right (Mama)
Proud Mary
Never Been To Spain
You Don't Have To Say You Love Me
Until It's Time For You To Go
You've Lost That Lovin' Feelin'
Polk Salad Annie
Love Me
All Shook Up
Heartbreak Hotel
(Let Me Be Your) Teddy Bear / Don't Be Cruel
Love Me Tender
Blue Suede Shoes
Reconsider Baby
Hound Dog
I'll Remember You
Suspicious Minds
Band Introductions
For The Good Times
An American Trilogy
Funny How Time Slips Away
I Can't Stop Loving You
Can't Help Falling In Love
Closing Vamp

Il concerto fu registrato professionalmente, ma rimase nel cassetto per i successivi venticinque anni, ad eccezione di tre canzoni da esso estratte, che finirono su Welcome To My World (I Can't Stop Loving You) e A Legendary Performer: Elvis, Volume 4 (Reconsider Baby e I'll Remember You). Un vero e proprio spreco. All'epoca, la RCA preferì concentrarsi sullo show serale di quello stesso giorno, che durava diversi minuti in meno. Sarà soltanto con l'emissione di An Afternoon In The Garden (1997) che gli appassionati potranno ascoltare per intero questa straordinaria performance di Elvis. La scaletta dello show è comprensiva di ventidue canzoni, dunque due in più rispetto all'esibizione della sera precedente. Bridge Over Troubled Water cedette il posto a I'll Remember You, mentre furono aggiunte Reconsider Baby I Can't Stop Loving You, che irrobustì notevolmente la parte finale del concerto. Ottima mossa.


10 giugno
Evening Show

Also Sprach Zarathustra / Opening Riff
That's All Right (Mama)
Proud Mary
Never Been To Spain
You Don't Have To Say You Love Me
You've Lost That Lovin' Feelin'
Polk Salad Annie
Love Me
All Shook Up
Heartbreak Hotel
(Let Me Be Your) Teddy Bear / Don't Be Cruel
Love Me Tender
The Impossible Dream
Band Introductions
Hound Dog
Suspicious Minds
For The Good Times
An American Trilogy
Funny How Time Slips Away
I Can't Stop Loving You
Can't Help Falling In Love
Closing Vamp

La scaletta di questo concerto è composta da diciannove brani, tre in meno rispetto allo spettacolo di qualche ora prima. Decisione scontata, con l'idea del 33 giri "souvenir" nella mente. Tuttavia, benché accorciato, lo show si rivelò semplicemente troppo lungo per essere spalmato su due lati di un vinile. Di conseguenza, il nastro venne leggermente accelerato, con risultati disdicevoli. Pur restando un bel disco - pubblicato a pochi giorni di distanza dall'evento newyorkese - Elvis As Recorded At Madison Square Garden infastidisce per il suono nasale della voce di Elvis e per la generale sensazione di fretta che lo permea. Quanto alla set list, uscirono momentaneamente di scena Until It's Time For You To Go, I'll Remember You, Reconsider Baby e Blue Suede Shoes, ma Elvis pescò dal cilindro The Impossible Dream, una vera gemma. E l'album? Ebbe grande successo, aggiudicandosi il disco d'oro un paio di mesi dopo il suo arrivo nei negozi. In barba alla qualità audio, naturalmente.


11 giugno
Afternoon Show

Also Sprach Zarathustra / Opening Riff
That's All Right (Mama)
Proud Mary
Never Been To Spain
Until It's Time For You To Go
You Don't Have To Say You Love Me
You've Lost That Lovin' Feelin'
Polk Salad Annie
Love Me
All Shook Up
Heartbreak Hotel
(Let Me Be Your) Teddy Bear / Don't Be Cruel
Love Me Tender
Blue Suede Shoes
Hound Dog
I'll Remember You
Suspicious Minds
Band Introductions
For The Good Times
An American Trilogy
Funny How Time Slips Away
Can't Help Falling In Love
Closing Vamp

Ultimo trionfo al Madison Square Garden di New York City. Triste a dirsi, Elvis non si sarebbe mai più esibito in quel prestigioso impianto. Suonare lì costava troppo? Può darsi, dal punto di vista del Colonnello sicuramente. I Led Zeppelin, per fare un esempio, suonarono al Garden tre volte nel 1973, altrettante nel 1975 e ben sei volte nel 1977. Per Peter Grant, evidentemente, i soldi non erano un problema. Ormai è andata, inutile pensarci. Per questo appuntamento conclusivo, Elvis rispolverò Until It's Time For You To Go, I'll Remember You e Blue Suede Shoes, facendo a meno di The Impossible Dream e I Can't Stop Loving You. In scaletta finirono venti brani, tanti quanto quelli cantati durante lo spettacolo inaugurale di questa indimenticabile esperienza.

Testo: Roberto Paglia
Foto: Web

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